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La disumanità dell'uomo non si materializza soltanto negli atti corrosivi dei malvagi. Si materializza anche nella corruttrice inattività dei buoni.



Martin Luther King

martedì 16 settembre 2014

Era una chiara giornata di primavera, i primi 

fiori sbocciavano ai raggi tiepidi del sole.

"Papà, papà... Che magnifica giornata!"

"Eh, sì, figlio mio. Meravigliosa."

"Papà, papà..."

"Suvvia, figliolo, perchè non ci godiamo un po' il 

profumo del vento?"

"Però quei vermicelli sono strani... Perché si 

agitano così? Aspetta, papà, guarda, guarda qui.."

"Va bene."

Padre e figlio si fermarono sopra una sequoia.

Nel tepore del tranquillo pomeriggio, il padre 

cominciò la sua lezione di zoologia.

"Una volta i vermi non vivevano così, nè si 

comportavano in questo modo: forse a causa 

dell'inquinamento, forse un po' per evoluzione 

naturale, il loro comportamento è cambiato come 

vedi.

Guarda quei due lì in fondo, ad esempio: vedi 

come si agitano, come lottano, come smuovono il 

terreno?"


"Sì, lo vedo."

"Stanno sprecando tanta fatica, facendosi del 

male, al solo scopo di farsi spazio: entrambi 

hanno scelto quella zona per abitarla, ed ora 

sono lì che distruggono l'uno l'operato dell'altro 

nella speranza che il più debole dei due 

soccomba."

"Ma non potrebbero mettersi d'accordo, e 

collaborare per costruire insieme una tana 

migliore, o due?"

"Beata ingenuità... Sono vermi, cosa puoi 

aspettarti da loro? Guarda là, quello bello grosso 

che mangia allegramente fin quasi a scoppiare: 

non si è nemmeno accorto che ad un passo da lui 

c'è un vecchio vermicello denutrito che quasi 

non ce la fa a muoversi. Finirà per schiacciarlo,

 se continua a mangiare con quella foga !"

"Poverino... quasi quasi mi dispiace per lui. 

Papà, papà... e quei buchini piccoli piccoli in 

quella cunetta di terra morbida ed umida a cosa 

servono? Sembra quasi che ci siano dentro dei 

vermicelli appena nati... o comunque piccolini 

come me."

"Tesoro mio, i vermi non si comportano come noi: 

non si preoccupano di crescere i loro figli, di 

istruirli e prepararli ad affrontare la vita. A loro 

basta lasciarli in un posto abbastanza sicuro, 

con una buona scorta di cibo, in compagnia dei 

loro coetanei. Cresceranno, comunque sarà... O 

almeno cresceranno quelli che sopravviveranno. 

Non vedi che già da piccoli si azzuffano fra 

loro? Sono pochissimi quelli solidali, che si 

aiutano l'un l'altro e cercano di affrontare 

insieme le nuove esperienze: te ne accorgi anche

 dall'aspetto fisico... Di solito si tratta dei 

vermicelli più deboli, che fanno fronte comune 

davanti alle avversità."

"Papà, questi animaletti non mi stanno più così 

simpatici... Li trovavo interessanti perchè si 

agitavano continuamente, sempre intenti a far 

qualcosa... Ma adesso non mi interessano più. 

Mi sembrano un po' troppo cattivi..."

"Ma no figliolo, non sono cattivi: pensano solo a 

sopravvivere... è nella loro natura."

"E a me adesso stanno antipatici: andiamo via, 

mi sono stufato di star qui a guardarli."

"Va bene."

"Papà, papà..."

"Sì?"

"Non mi hai detto qual è il nome scientifico di 

quelle bestioline..."

"Homo sapiens sapiens" - disse la maestosa aquila 

reale mentre abbandonava i rami della sequoia, 

spiccando il volo verso un cielo sì azzurro, ma 

non così limpido come sperava.